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Posts tagged miliardi
Intel si prende il Wireless di Infineon
Aug 30th
Dopo aver acquisito Mcafee, specializzata in sicurezza e antivirus, continua la campagna acquisti di Intel, interessata a consolidare la sua posizione in ambiti strategici collegati al software.
Questa volta tocca al comparto Wireless, dove Intel ha acquisito Infineon per la cifra di 1.5 miliardi di dollari, pochi paragonati ai 7.68 miliardi spesi per la software house Mcafee.

Il know how derivate da Infineon e i relativi brevetti verranno utilizzati per sviluppare i futuri prodotti Intel in ambito Wifi, 3G e 4G, soprattutto per quanto concerne il settore Mobile e Notebook dove già lavora Infineon con una serie di prodotti evoluti per la connettività Wimax e Lte.
Infineon produce e fornisce i chipset Wireless utilizzati dai principali produttori di smartphone tra i quali Rim, Nokia e Apple e la connettività iPhone e iPad.
Via | Pianetacellulare.it
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Italia: Piu’ chiamate da Cellulare che fa fisso
Aug 30th
Era solo questione di tempo ma lo storico sorpasso è ormai arrivato.
Dopo aver sorpassato il numero di contratti attivi e dopo aver mandato in pensione la stragrande maggioranza di cabine telefoniche, la telefonia mobile registra un nuovo passo in avanti.
Per la prima volta, i minuti di chiamate effettuate da cellulare sono stati superiori a quelli effettuati dalla rete fissa, per un totale di 113.8 miliardi di minuti da cellulare contro i 104 miliardi dal telefono fisso (dati Agcom relativi al 2009)
L’evoluzione delle telefonia mobile procede sempre più spedita, non solo nel comparto tradizionale di voce e messaggi, ma soprattutto su quello online dove ormai il 20% degli utenti si connette anche da cellulare.
Le famiglie che rinunciano al fisso iniziano a farsi notare nei bilanci degli operatori fissi: il 30% delle famiglie, soprattutto quelle di nuova costituzione, hanno infatti rinunciato alla linea fissa mentre ormai le Sim hanno superato il numero di abitanti del nostro paese.
Via | Pianetacellulare.it
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In Italia si parla più al cellulare che al telefono fisso
Aug 29th
Qualche giorno fa abbiamo letto le statistiche riguardanti la penetrazione degli smartphone nelle varie nazioni notando che l’Italia possiede il tasso più alto in assoluto. Oggi, invece, arrivano altri dati che confermano quella tendenza: nel nostro Paese si parla di più al cellulare che al telefono fisso.
Lo ha dichiarato il Garante per le Telecomunicazioni durante una relazione al Parlamento. Nel 2009 si sono registrati 113,8 miliardi di minuti spesi al cellulare e 103,8 miliardi di minuti al telefono fisso. Nel 2008 il dato era stato rispettivamente di 109 miliardi e 112 miliardi di minuti.
Tendenza che mostra la volontà di comunicare in mobilità. In fondo basta fare una breve passeggiata per strada per incontrare persone al telefono.
[via ansa]
In Italia si parla più al cellulare che al telefono fisso é stato pubblicato su mobileblog alle 09:57 di domenica 29 agosto 2010.
Via | mobileblog.it
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Endemol in crisi finanziaria – 3 miliardi di dollari di indebitamento
Aug 21st

Endemol in crisi finanziaria. E’ la notizia, molto approfondita e dettagliata, che ha battuto il Daily Beast e che sta facendo il giro di tutte le testate italiane, giacché Endemol di Mediaset, si sa.
Si parla di circa 3 milioni di dollari di indebitamento, anche se pare che le casse della società abbiano ancora liquidità a sufficienza per far fronte al futuro immediato. Infatti, secondo il Daily Beast, i problemi sono all’orizzonte, qualora il trend, in particolare quello sul florido mercato americano, non dovesse cambiare.
I rumors americani parlavano addirittura del rischio di insolvenza, ma al momento questo spettro non è ancora destinato a materializzarsi. Rumors più accreditati invece vorrebbero De Mol e Goldman Sachs al lavoro per mantenere in piedi la baracca e rendere Endemol di nuovo aggressiva sul mercato. Mentre, si dice negli States, Mediaset potrebbe anche chiamarsi fuori. Al giusto prezzo, ovviamente.
Endemol in crisi finanziaria – 3 miliardi di dollari di indebitamento é stato pubblicato su tvblog alle 10:50 di sabato 21 agosto 2010.
Via | tvblog.it
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Unicredit: prospettive industriali di ampio respiro dal dossier Pioneer
Aug 20th
Il titolo di Unicredit rimane incerto anche oggi a Milano, con performance lievemente sotto la parità e concreti pericoli di ritorni in zona 1,80-1,85 e di ulteriori affondi. D’altra parte agosto è un mese di volumi ridotti e i dossier che aspettano a Piazza Cordusio di essere chiusi sono numerosi. Il più discusso in questi giorni è probabilmente quello di Pioneer, l’ala risparmio del gruppo che gestisce oltre 185 miliardi di euro con un’offerta di 180 fondi e circa 2 mila persone al suo servizio. Si tratta di un asset che negli ultimi mesi il gruppo ha deciso di vendere o dare in gestione, possibilmente per intero, in maniera da rafforzarsi patrimonialmente.
Alessandro Profumo in merito è stato abbastanza chiaro: le dimensioni al momento non sono adeguate perché il futuro è di piccole boutique dell’eccellenza o di giganti globali e Pioneer si trova nel mezzo. Dare in gestione a qualcuno (a un leader del settore) quanto c’è in Pioneer è comunque un’opzione assai più industriale di una cessione tout court. Oltre e più che la valorizzazione degli asset (gli analisti calcolano in 3-4 miliardi di euro l’ammontare dell’operazione) quello che sembra interessare al manager è una prospettiva che renda il gruppo più competitivo grazie a un partner di rango. Questo consentirebbe in seconda battuta alla clientela globale di Unicredit di essere “ben servita” in un settore strategico come quello del risparmio gestito dove la competizione è ogni giorno più difficile.
Diversi fattori influenzeranno notevolmente ogni valutazione di prezzo. Intanto bisognerà capire cosa vuol cedere Unicredit: si parla di minorities, di quote anche di controllo o dell’intero pacchetto? Ci sarà uno spezzatino come ipotizzato da MF stamane? Una simile ipotesi sembra suggerire che alcuni investitori siano interessati ai soli asset americani (ma questo potrebbe non piacere a Piazza Cordusio).
Altro importante discorso riguarda la distribuzione: se Unicredit, come sembra, chiederà delle garanzie sulla distribuzione con dei vincoli pluriennali alla propria rete, allora il valore di Pioneer scenderà. Tutto rimane in forse e ieri il management ha precisato che nessuna decisione è ancora stata presa. Solo da settembre, come detto a maggio, si tornerà ad essere più operativi in merito a questa cessione o partnership che sia. Al momento comunque non c’è fretta, anche perché la congiuntura attuale non incoraggia particolarmente la cessione di questo genere di attività.
Natixis si è comunque detta interessata, altri concorrenti potrebbero essere Amundi e diverse sgr americane, le proposte sarebbero insomma numerose. Comunque sia, gli offerenti sono ancora ben lontani da offerte vincolanti o due diligence. Ma come sta Pioneer?
I dati ufficiali più aggiornati sono quelli della prima trimestrale di Unicredit che, però, si possono integrare con le rilevazioni mensili di Assogestioni che rivelano consistenti deflussi negli ultimi mesi, ma anche una crescita del patrimonio: si tratta di dati che misurano solo una parte limitata, anche se importante delle attività dell’asset manager: quella italiana che pesa per circa il 50% sul totale.
In effetti i dati complessivi di Pioneer del primo trimestre indicano, a perimetro completo, afflussi positivi per 2 miliardi di euro soltanto in Italia e una raccolta da 2,7 miliardi in totale. Il patrimonio da 185 miliardi a fine giugno risulta sostanzialmente invariato rispetto al dato di marzo consultabile sul sito della società. Nel primo trimestre il rapporto cost/income è in miglioramento e con esso la redditività. Di certo, visto il preponderante peso dell’Italia, l’allargamento della compagine sociale a un gruppo straniero potrebbe portare benefici anche alla clientela di Unicredit che è di fatto internazionale.
Fondata nel 1928 da Philip Carret Pioneer è stata la prima società di gestione a proporre fondi comuni di investimento in Italia, entrata nel perimetro di Unicredit nel 2000, adesso si trova davanti nuove sfide. Comunque vada è probabile che passino ancora per Piazza Cordusio per qualche anno almeno.
Unicredit: prospettive industriali di ampio respiro dal dossier Pioneer é stato pubblicato su finanzablog alle 00:00 di martedì 30 novembre 1999.
Via | finanzablog.it
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